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	<title>Ignite Italia &#187; ignite</title>
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	<description>idee che meritano.. in cinque minuti</description>
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		<title>Chiara Ferretti &#8211; Come internet mi ha ricomprato la bici</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 11:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Ferretti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella sessione ignite che si è svolta lo scorso 3 dicembre durante l&#8217;evento Toscanalab #generazioni2.0@arezzo, Chiara Ferretti spiega come si è ricomprata la bicicletta grazie ad internet. Chiara racconta che lo scorso luglio, mentre era a lavoro, le hanno rubato la bicicletta nuova. Dopo il primo momento di panico, ecco l&#8217;idea: farsi finanziare dalla rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sessione ignite che si è svolta lo scorso 3 dicembre durante l&#8217;evento <a title="Toscanalab Generazioni2.0 Arezzo" href="http://www.toscanalab.it/2010/12/02/toscanalab-generazioni2-0arezzo-programma-definitivo/" target="_blank">Toscanalab #generazioni2.0@arezzo</a>, Chiara Ferretti spiega come si è ricomprata la bicicletta grazie ad internet.</p>
<p>Chiara racconta che lo scorso luglio, mentre era a lavoro, le hanno rubato la bicicletta nuova. Dopo il primo momento di panico, ecco l&#8217;idea: farsi finanziare dalla rete per ricomprarla, inserendo un bottone Paypal sul suo <a title="Blog Chiara Ferretti" href="http://www.nouv.it" target="_blank">blog </a>e diffondendo la notizia attraverso Facebook e Twitter.<br />
I suoi obiettivi con questo progetto di crowdfunding erano di raggiungere solo i 159 euro necessari per ricomprare la bicicletta nuova, stimolando il buzz online e rapportandosi in modo trasparente ed onesto con i suoi finanziatori, attraverso continui report di aggiornamento sui risultati raggiunti. In dieci giorni, durante il periodo estivo, con estrema sorpresa Chiara è riuscita a raccogliere i soldi necessari per poter ricomprare la bicicletta.
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			</a>
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		<title>Alberto Mattei e Diego Angelini &#8211; Nomadi Digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 10:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Angelini]]></category>
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		<description><![CDATA[Alberto Mattei e Diego Angelini, in questa presentazione ignite svolta lo scorso 3 dicembre ad Arezzo durante Generazioni 2.0, ci parlano del progetto Nomadi Digitali. Alberto, la cui grande passione è viaggiare, un giorno scopre che esistono tantissime persone che girano il mondo lavorando ovunque grazie ad internet, e si pone come obiettivo quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alberto Mattei e Diego Angelini, in questa presentazione ignite svolta lo scorso 3 dicembre ad Arezzo durante <a href="http://www.toscanalab.it/" target="_blank">Generazioni 2.0</a>, ci parlano del progetto <a href="http://www.nomadidigitali.it/ " target="_blank">Nomadi Digitali</a>.<br />
Alberto, la cui grande passione è viaggiare, un giorno scopre che esistono tantissime persone che girano il mondo lavorando ovunque grazie ad internet, e si pone come obiettivo quello di raggiungere lo stesso risultato. Dopo la condivisione di questa scoperta con l’amico Diego, programmatore  e appassionato di tecnologia,  i due cominciano a raccogliere  le storie di chi gira il mondo lavorando con internet, cercando di capire le loro motivazioni, le opportunità che hanno avuto e come riescono a guadagnarsi da vivere in questo modo. Dopo un anno e mezzo di indagine, Alberto e Diego hanno scoperto una nuova filosofia di vita che ha fatto nascere <a href="http://www.nomadidigitali.it/" target="_blank">Nomadi Digitali</a>, un progetto online che verrà lanciato a breve. Obiettivo: condividere esempi, modelli, strumenti e risorse per imparare a diventare una persona libera e indipendente, in grado di guadagnare grazie ad internet, viaggiando e vivendo ovunque.
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			</a>
		</div>
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		<title>Alberto D&#8217;Ottavi &#8211; Tirare su la testa tirando fuori la coda (lunga)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2010/09/alberto-dottavi-tirare-su-la-testa-tirando-fuori-la-coda-lunga/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto D'Ottavi]]></category>
		<category><![CDATA[Blomming]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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		<description><![CDATA[Alberto D&#8217;Ottavi presenta Blomming, un servizio in fase alpha per “trasformare la propria presenza in rete in un&#8217;attività commerciale”. Attraverso Blomming è possibile vendere dei prodotti direttamente dal proprio sito o blog, senza installare programmi o configurare complicati plug-in: basta caricare la foto dell&#8217;articolo che si vuole commercializzare, inserire la descrizione e il prezzo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto D&#8217;Ottavi presenta Blomming, un servizio in fase alpha per “trasformare la propria presenza in rete in un&#8217;attività commerciale”.</p>
<p>Attraverso Blomming è possibile vendere dei prodotti direttamente dal proprio sito o blog, senza installare programmi o configurare complicati plug-in: basta caricare la foto dell&#8217;articolo che si vuole commercializzare, inserire la descrizione e il prezzo e copiare il codice embed da incollare sul proprio sito. Un sistema di e-commerce alla portata di tutti.</p>
<p>Una volta eseguita questa procedura, gli utenti potranno acquistare i prodotti cliccando direttamente sulla loro foto, inserendoli in un carrello virtuale ed effettuando la procedura di check-out tipica dei siti di e-commerce.</p>
<p>Alberto D&#8217;Ottavi prosegue facendo una panoramica sulle futura attività a cui si dedicherà il team di Blomming: dall&#8217;integrazione del servizio con i social network più popolari fino alla realizzazione di un set di API, che permetterà a sviluppatori esterni di realizzare nuove applicazioni di e-commerce, o aggiornare quelle esistenti, per arrivare ad un nuovo modo vendere online. Con Blomming, infatti, si vuole creare un servizio che non sia solo un aggregatore di prodotti, ma che, allo stesso tempo, permetta ai venditori di gestire la loro attività in perfetta autonomia.
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.igniteitalia.org%2F2010%2F09%2Falberto-dottavi-tirare-su-la-testa-tirando-fuori-la-coda-lunga%2F&amp;source=igniteitalia&amp;style=compact" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
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		<title>Irrisolta. Un blog erotico con un certo style (video)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2010/02/irrisolta-un-blog-erotico-con-un-certo-style/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Mattina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[blog erotico]]></category>
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo video Irrisolta racconta la sua esperienza nella gestione di un blog erotico, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema. Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In questo video Irrisolta racconta la sua esperienza nella gestione di un blog erotico, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di potersi muovere più liberamente nella gestione di questo strumento. Il comportamento di una blogger alle prese con tali argomenti, però, deve per forza di cose essere accorto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nel video, Irrisolta racconta e illustra il suo modo di concepire e realizzare il blog erotico, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle sensazioni che intende suscitare nei lettori.</div>
<p>In questo video <a href="http://www.irrisolta.it" target="_blank">Irrisolta</a> racconta la sua esperienza nella gestione di un <strong>blog erotico</strong>, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema.</p>
<p>Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di potersi muovere più liberamente nella gestione di questo strumento. Il comportamento di una blogger alle prese con tali argomenti, però, deve per forza di cose essere accorto.</p>
<p>Nel video, Irrisolta racconta e illustra il suo modo di concepire e realizzare il blog erotico, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle sensazioni che intende suscitare nei lettori.
<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.igniteitalia.org%2F2010%2F02%2Firrisolta-un-blog-erotico-con-un-certo-style%2F"><br />
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			</a>
		</div>
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		<item>
		<title>Da Baltimora a Roma, il vero spirito dell&#8217;Ignite</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/07/da-baltimora-a-roma-il-vero-spirito-dellignite/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 09:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[baltimora]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
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		<description><![CDATA[Passione, conversazione, condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano un Ignite. Il video che vedete qui sopra, realizzato per un Ignite tenuto a Baltimora, riesce a cogliere, e a trasmettere a chi lo guarda, l&#8217;atmosfera che si respira durante questi eventi. Presentazioni sul significato della vita, sul rapporto tra bambini e cuccioli, sullo stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passione, conversazione, condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano un <a href="http://www.igniteitalia.org/cose-un-ignite/" target="_blank">Ignite</a>. Il video che vedete qui sopra, realizzato per un Ignite tenuto a <a href="http://ignite.oreilly.com/baltimore/" target="_blank">Baltimora</a>, riesce a cogliere, e a trasmettere  a chi lo guarda, l&#8217;atmosfera che si respira durante questi eventi. Presentazioni sul significato della vita, sul rapporto tra bambini e cuccioli, sullo stato di salute degli alberi di Baltimora: non importa il tema, quello che importa è la passione dello speaker e la sua voglia di condividerla con i partecipanti. Secondo Mike Sublesky, l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento di Baltimora, se si prende parte ad un Ignite si ha la possibilità non solo di assistere a delle presentazioni, ma di partecipare a delle conversazioni su temi che vanno dalla tecnologia all&#8217;arte, dalla creatività allo sviluppo di impresa, solo per fare qualche esempio. Le persone intervistate hanno inoltre evidenziato un altro elemento fondamentale: ad un Ignite si impara. I partecipanti vengono a conoscenza di tematiche di cui probabilmente non sapevano nulla in precedenza e di cui possono  inaspettatamente scoprirsi interessati, tanto da trarne ispirazione. D&#8217;altronde la parola inglese “ignite” significa proprio questo: accendere, infiammare. Due verbi che riassumo meglio di mille parole l&#8217;atmosfera di un Ignite.
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			</a>
		</div>
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		<title>Alessio Jacona. 10 cose da non fare per le aziende che vogliono entrare nel web 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
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		<category><![CDATA[telecom]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervento di Alessio Jacona al Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma è stata una vera e propria &#8220;To do NOT&#8221; list per tutte quelle aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0 e vogliono entrarci, ma non sanno come fare. Secondo Jacona le aziende, prima di domandarsi cosa fosse il web 2.0, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento di <a href="http://blogs4biz.libero.it/" target="_blank">Alessio Jacona</a> al <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma</a> è stata una vera e propria &#8220;To do NOT&#8221; list per tutte quelle aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0 e vogliono entrarci, ma non sanno come fare. Secondo Jacona le aziende, prima di domandarsi cosa fosse il web 2.0, hanno attraversato un vero e proprio percorso &#8220;esistenziale&#8221;, fatto di 5 tappe:</p>
<ul>
<li>Il <strong>rifiuto</strong>, ovvero la volontà di ignorare completamente tutto ciò che succedeva in rete e che, volenti o nolenti, li coinvolgeva direttamente</li>
<li>la <strong>rabbia</strong>, per un fenomeno che non potevano controllare direttamente, unita a denunce varie contro chi &#8220;osava&#8221; parlare male del loro brand in rete</li>
<li>la <strong>contrattazione</strong>, spinte dalla certezza di poter comprare il favore di coloro che parlavano male di loro su internet</li>
<li>la <strong>depressione</strong>, scaturita dalla consapevolezza che il mondo della rete non funziona nel modo da loro ipotizzato</li>
<li>e l&#8217;ultimo, l&#8217;<strong>accettazione</strong> del fenomeno, compresa la necessità di imparare un nuovo modo di comunicare</li>
</ul>
<p>Ogni azienda è diversa, quindi è impossibile trovare delle regole certe da seguire per tutti. Ma si possono inviduare, secondo Jacona, dieci cose da non fare mai, ovvero:</p>
<ol>
<li>mai barare e mentire agli utenti, perchè tanto si verrà sempre scoperti</li>
<li>non intendere i media sociali come uno spazio per vendere, ma come uno spazio per conversare</li>
<li>il valore non è dato dalle pageview, ma dalle relazioni che si costruiscono</li>
<li>non credere di poter controllare i messaggi che circolano sull&#8217;azienda in rete</li>
<li>non credere che le attività da svolgere sui media sociali comportino una spesa economica nulla</li>
<li>non aspettarsi mai risultati a breve termine</li>
<li>non nascondersi dietro al brand. Nelle attività sui social media contano le persone, non le marche</li>
<li>non denunciare gli utenti che criticano l&#8217;azienda, bensì prestare loro ascolto</li>
<li>non improvvisare le azioni in rete, realizzare sempre una policy e un piano editoriale di lungo termine</li>
<li>non spammare comunicati stampa, brochure e affini</li>
</ol>
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.igniteitalia.org%2F2009%2F07%2Falessio-jacona-10-cose-da-non-fare-per-le-aziende-che-vogliono-entrare-nel-web-2-0%2F&amp;source=igniteitalia&amp;style=compact" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<div style="float:left;margin:0px 20px 0px 0px;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Leo Sorge. Che fine ha fatto il fondo di venture capital &#8220;HT&#8221;?</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/07/leo-sorge-che-fine-ha-fatto-il-fondo-di-venture-capital-ht/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È con questa domanda che il giornalista Leo Sorge ha deciso di aprire la sua presentazione al Working Capital Camp Roma. Sorge spiega come il governo italiano sia entrato nel capitale di rischio di diversi venture capitalist con l&#8217;obiettivo di finanziare iniziative tecnologiche, non solo informatiche, che sviluppino innovazione di processo o di prodotto, specificatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È con questa domanda che il giornalista <a href="http://www.futuristico.it/" target="_blank">Leo Sorge</a> ha deciso di aprire la sua presentazione al <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Camp Roma</a>. Sorge spiega come il governo italiano sia entrato nel capitale di rischio di diversi venture capitalist con l&#8217;obiettivo di finanziare iniziative tecnologiche, non solo informatiche, che sviluppino innovazione di processo o di prodotto, specificatamente nell&#8217;area del Mezzogiorno. Questo fondo, presentato lo scorso 29 aprile, è stato chiamato &#8220;High Technology&#8221; ed è costituito da 160 milioni di euro ripartiti in quattro fondi, metà dei quali forniti dal governo. I soldi sono destinati a finanziamenti in early stage o in fase di expansion capital, non a pioggia, come vuole la tradizione italiana, ma erogati solo ad imprese che dimostrano di avere una programmazione di sviluppo valida.</p>
<p>Il progetto HT è di lungo corso, è stato in cantiere per oltre 10 anni, e pone una particolare attenzione agli spin off universitari che tanto successo hanno riscontrato in passato in altre nazioni. Sorge passa poi ad illustrare iquattro venture capitalist coinvolti (<a href="http://www.quanticasgr.it" target="_blank">Quantica</a>, <a href="http://www.vertissgr.it/" target="_blank">Vertis</a>, <a href="http://www.vegagest.it/" target="_blank">Vegagest</a> e <a href="http://www.sanpaolope.com/fondi-chiusi/home.htm" target="_blank">SanPaolo/Imi</a> con Atlante Ventures) e alcuni esempi di successo di fondi simili, come la farmaceutica italiana degli anni Novanta  le esperienze in Francia e in Israele. Importante poi la segnalazione della &#8220;Banca dati del genio italico&#8221; a cura dell&#8217;Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione, banca dati che raccoglierà tutte le informazioni su aziende e centri che possiedono tecnologie in grado di favorire innovazioni di processo o di prodotto. Sorge infine segnala come il progetto di espandere l&#8217;esperienza del fondo HT al resto d&#8217;Italia si sia risolta in un nulla di fatto, dirottando i soldi verso un altro fondo ancora inaccessibile alle regioni del centro-nord.
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		<title>Prove tecniche di Ignite al Working Capital Barcamp di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[telecom]]></category>
		<category><![CDATA[working capital]]></category>

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		<description><![CDATA[Coniugare l&#8217;innovazione di un progetto come il Working Capital di Telecom Italia con un modo nuovo di presentare idee e proposte di business. Questo è quello che è successo il 22 maggio scorso alla LUISS di Roma, nella seconda tappa del Working Capital Barcamp Tour. ll progetto di Telecom Italia mira a individuare le migliori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coniugare l&#8217;innovazione di un progetto come il <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/" target="_blank">Working Capital di Telecom Italia</a> con un modo nuovo di presentare idee e proposte di business. Questo è quello che è successo il 22 maggio scorso alla LUISS di Roma, nella seconda tappa del <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Barcamp Tour</a>. ll progetto di Telecom Italia mira a individuare le migliori idee imprenditoriali che fanno del web e dell&#8217;innovazione i loro punti di forza, fornendo un supporto concreto per lo sviluppo del business. Per l&#8217;appuntamento romano, Ignite è stato scelto come format di riferimento per le presentazioni che si sono susseguite durante tutto il pomeriggio.</p>
<p>Il barcamp è stato preceduto dal panel di approfondimento &#8220;Dialogo sull’Innovazione&#8221;, moderato da <a href="http://blogs4biz.libero.it/" target="_blank">Alessio Jacona</a>, a cui hanno partecipato Salvo Mizzi, responsabile Internet Media &amp; Digital Communication di Telecom Italia, Vincenzo Boccia, vice Presidente di Piccola Industria di Confindustria, Nadio Delai, sociologo, e Roberto Cotroneo, scrittore.</p>
<p>A seguire si sono svolte le 13 presentazioni basate sul format Ignite, a cura di:</p>
<ul>
<li> Alessandro Prunesti</li>
<li> Carlo De Sio</li>
<li> Thomas Alisi</li>
<li> Davide Bennato</li>
<li> Aldo Di Nieri</li>
<li> Marco Lombardo</li>
<li> Denis Rasia</li>
<li> Antonio Leonforte</li>
<li> Francesco Giartosio</li>
<li> Leo Sorge</li>
<li> Roberto Galoppini</li>
<li> Simone Brunozzi</li>
<li>Alessio Jacona</li>
</ul>
<p>In basso potete trovare la playlist con tutti gli interventi del panel di discussione e del barcamp.</p>
<p>Il pubblico ha dimostrato un grande interesse per l&#8217;Ignite, trasformando questa prima sperimentazione in un chiaro successo che dimostra come, anche in Italia, ci sia terreno fertile per la diffusione di questo format.
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