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	<title>Ignite Italia</title>
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	<description>idee che meritano.. in cinque minuti</description>
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		<title>Irrisolta &#8211; un blog erotico con un certo style</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Marandola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo video Irrisolta racconta la sua esperienza nella gestione di un blog erotico, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per
poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema.
Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di potersi muovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In questo video Irrisolta racconta la sua esperienza nella gestione di un blog erotico, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di potersi muovere più liberamente nella gestione di questo strumento. Il comportamento di una blogger alle prese con tali argomenti, però, deve per forza di cose essere accorto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nel video, Irrisolta racconta e illustra il suo modo di concepire e realizzare il blog erotico, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle sensazioni che intende suscitare nei lettori.</div>
<p>In questo video <a href="http://www.irrisolta.it" target="_blank">Irrisolta</a> racconta la sua esperienza nella gestione di un <strong>blog erotico</strong>, nato come un diaro di ricerca sul suo orientamento sessuale, per poi lasciare spazio anche ad una raccolta di racconti sullo stesso tema.</p>
<p>Per dare vita a questo blog, Irrisolta parte dalla creazione di un &#8220;alter ego&#8221; che le permette di potersi muovere più liberamente nella gestione di questo strumento. Il comportamento di una blogger alle prese con tali argomenti, però, deve per forza di cose essere accorto.</p>
<p>Nel video, Irrisolta racconta e illustra il suo modo di concepire e realizzare il blog erotico, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle sensazioni che intende suscitare nei lettori.</p>
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		<title>Luca Sartoni: come si prepara un Ignite</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2010/02/luca-sartoni-come-si-prepara-un-ignite/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Marandola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo video Luca Sartoni illustra i vantaggi di un ignite:
presentazioni che hanno l&#8217;obiettivo di illuminare coloro che le
ascoltano in maniera diretta e molto veloce, ma decisamente efficace.
Il presentatore racconta una storia, un progetto o un&#8217;idea avendo a
disposizione 5 minuti, 20 slides che scorrono ogni 15 secondi,
mantenendosi fedele a una traccia da seguire per poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In questo video Luca Sartoni illustra i vantaggi di un ignite:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">presentazioni che hanno l&#8217;obiettivo di illuminare coloro che le</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ascoltano in maniera diretta e molto veloce, ma decisamente efficace.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il presentatore racconta una storia, un progetto o un&#8217;idea avendo a</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">disposizione 5 minuti, 20 slides che scorrono ogni 15 secondi,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">mantenendosi fedele a una traccia da seguire per poter esporre in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">maniera</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">diretta e senza dispersioni ciò che ha in mente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Durante un evento Ignite, inoltre, è possibile fare networking e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sviluppare relazioni personali o di lavoro, basate su interessi in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">comune.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I consigli di Luca Sartoni per creare una presentazione Ignite sono 5:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1. Separate nettamente la forma dalla sostanza.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2. L&#8217;idea giusta da portare in un Ignite non esiste, può essere</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">qualcosa che vi piace particolarmente o che assolutamente vorreste</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">cambiare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">3. La storia deve essere lineare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">4. Create una lista degli argomenti che vorreste proporre,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">registratevi per 5 minuti mentre ne parlate, poi cercate di dare una</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">forma al vostro discorso e infine scegliete le slides.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">5. Non preoccupatevi troppo della performance, l&#8217;importante è il messaggio.</div>
<p style="text-align: left;">In questo video <a href="http://www.lucasartoni.com/" target="_blank">Luca Sartoni</a> illustra i vantaggi di un ignite: presentazioni che hanno l&#8217;obiettivo di illuminare coloro che le ascoltano in maniera diretta e molto veloce, ma decisamente efficace. Il presentatore racconta una storia, un progetto o un&#8217;idea avendo a disposizione 5 minuti, 20 slides che scorrono ogni 15 secondi, mantenendosi fedele a una traccia da seguire per poter esporre in maniera diretta e senza dispersioni ciò che ha in mente.</p>
<p style="text-align: left;">Durante un evento Ignite, inoltre, è possibile fare networking e sviluppare relazioni personali o di lavoro, basate su interessi in comune.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>I consigli di Luca Sartoni</strong> per creare una presentazione Ignite sono 5:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>1</strong>. Separate nettamente la forma dalla sostanza.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>2</strong>. L&#8217;idea giusta da portare in un Ignite non esiste, può essere qualcosa che vi piace particolarmente o che assolutamente vorreste cambiare.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>3</strong>. La storia deve essere lineare.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>4</strong>. Create una lista degli argomenti che vorreste proporre, registratevi per 5 minuti mentre ne parlate, poi cercate di dare una forma al vostro discorso e infine scegliete le slides.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>5</strong>. Non preoccupatevi troppo della performance, l&#8217;importante è il messaggio.</p>
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		<title>Giorgio Minguzzi: Vintage Social Network (video)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/10/giorgio-minguzzi-vintage-social-network-video/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Giorgio Minguzzi ha tenuto un ignite sull’importanza dei radioamatori dal titolo “Vintage Social Network”.
Un radioamatore è uno sperimentatore del mezzo radio, sfrutta l’etere per comunicare. Per Minguzzi il sistema CB (Citizens&#8217; Band) era un tempo quello che per noi oggi sono i social network online.
Se inizialmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Giorgio Minguzzi ha tenuto un ignite sull’importanza dei radioamatori dal titolo “Vintage Social Network”.</p>
<p>Un radioamatore è uno sperimentatore del mezzo radio, sfrutta l’etere per comunicare. Per Minguzzi il sistema <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_cittadina" target="_blank">CB (</a><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_cittadina" target="_blank">Citizens&#8217; Band</a></em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_cittadina" target="_blank">)</a> era un tempo quello che per noi oggi sono i social network online.<br />
Se inizialmente il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Radiantismo" target="_blank">radiantismo</a> per molti era un hobby, col tempo è stato elevato e trasformato in una specie di servizio pubblico con funzioni di aiuto per la collettività. Storicamente, infatti, i radioamatori hanno avuto un ruolo molto importante, soprattutto durante le fasi di soccorso successive ad alcune calamità naturali &#8211; vedi l’alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Friuli del 1976 o il terremoto dell’Irpinia del 1980.<br />
I radioamatori, comunque, non sono stati utili alla collettività solo in passato. Possono esserlo anche oggi (e in futuro) in quanto, in caso di calamità, in presenza di una crisi di comunicazione, la radio ricetrasmittente si rivela essere uno strumento di comunicazione semplice da usare la cui infrastruttura non ha bisogno di essere collegata necessariamente alla rete elettrica. Inoltre è multibanda e multimodo – non ha un solo canale di comunicazione. Senza contare che la comunità internazionale di radioamatori è un network capace di lavorare su larghissima scala geografica in pochissimo tempo.</p>
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		<title>Paola Maneo: lavorare su Marte (video)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/09/paola-maneo-lavorare-su-marte-video/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Paola Maneo – anche nota in rete come La Paolina &#8211;  ha tenuto un ignite sul tema della ricerca del lavoro online.
La sua presentazione parte dall’assunto che è alquanto difficile trovare lavoro, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando.
Cercare un’occupazione è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, <a href="http://www.linkedin.com/pub/paola-maneo/5/b7b/280" target="_blank">Paola Maneo</a> – anche nota in rete come <a href="http://www.lapaolina.net/" target="_blank">La Paolina</a> &#8211;  ha tenuto un ignite sul tema della ricerca del lavoro online.</p>
<p>La sua presentazione parte dall’assunto che è alquanto difficile trovare lavoro, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando.<br />
Cercare un’occupazione è a sua volta una specie di lavoro &#8211; seppur non retribuito &#8211; in quanto si configura come un impegno che porta via molto tempo e che costa una certa fatica.<br />
Non solo: molti disoccupati spesso si lamentano di non avere i contatti giusti o accusano gli occupati di essersi procurati un lavoro grazie ad una raccomandazione. Inoltre, a volte, capita che il fatto di trovare semplicemente un&#8217;occupazione non porti al soddisfacimento del lavoratore, poichè, allo stesso tempo, diventa necessario scendere a compromessi, soprattutto riguardo il tipo di lavoro e la retribuzione.<br />
Paola Maneo suggerisce di volgere i propri sforzi verso Internet. Afferma con sicurezza che “Internet is the way”, in quanto la rete è lo strumento più veloce per trovare informazioni e, in questo caso, per fornire una soluzione più facile alla ricerca del lavoro.<br />
La parte finale del suo speech è infatti dedicata alla segnalazione di siti, social network e strategie da adottare in rete finalizzate ad ottenere una ricerca più fruttuosa. La Maneo suggerisce inoltre di partecipare ad eventi ‘live’, momenti cioè che possano dare la possibilità al disoccupato di entrare in contatto con persone e professionalità che possono essere d’aiuto nella ricerca di un lavoro.</p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/paolamaneo/lavorare-su-marte" target="_blank">Su SlideShare potete trovare anche le slide della presentazione</a>.</p>
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		<title>Luca Sartoni: parlare in pubblico (video)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/09/luca-sartoni-parlare-in-pubblico-video/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 07:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Luca Sartoni ha tenuto un ignite sul tema del &#8220;public speaking&#8221;.
Il suo intervento parte dall’importanza del parlare in pubblico, attività presente in qualsiasi epoca della storia dell’uomo. Uno dei primi consigli che ci dà è quello di non farsi prendere dal panico, di non vivere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, <a href="http://www.lucasartoni.com/" target="_blank">Luca Sartoni</a> ha tenuto un ignite sul tema del &#8220;public speaking&#8221;.</p>
<p>Il suo intervento parte dall’importanza del parlare in pubblico, attività presente in qualsiasi epoca della storia dell’uomo. Uno dei primi consigli che ci dà è quello di non farsi prendere dal panico, di non vivere la fobia delle sale immense o dei pubblici composti da poche persone. Bisogna avere la consapevolezza che il panico non è qualcosa di impossibile da superare.<br />
In seguito, citando Seth Godin, invita a considerare il parlare ad una platea come un privilegio; questo perché, in fondo, attraverso una presentazione si ha la possibilità di riuscire a far cambiare idea alle persone presenti nell’uditorio &#8211; anche fosse una sola. Se non si riuscisse a raggiungere neanche questo obiettivo,  l&#8217;intervento sarebbe da considerarsi completamente inutile.<br />
Bisogna prendere coraggio: le persone hanno bisogno di qualcosa in cui credere, nonostante, a volte, chi si approccia ad ascoltare una presentazione abbia una sorta di preconcetto verso gli argomenti trattati.<br />
Tutte le presentazioni sono costituite da due elementi fondamentali: forma (il modo in cui le si presenta) e sostanza (l’idea, ciò che si vuole raccontare). Inoltre, per funzionare le idee devono necessariamente essere semplici e lineari. Un terzo elemento, anch&#8217;esso importante, sono gli strumenti, poiché permettono di portare l’idea alla gente.<br />
Al termine del suo intervento Sartoni suggerisce alcuni trucchi, dei consigli pratici su come realizzare presentazioni interessanti, efficaci e non noiose.</p>
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		<title>Alessandra Farabegoli di Wafer (video)</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/09/alessandra-farabegoli-di-wafer-video/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 08:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione d'ufficio]]></category>
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		<category><![CDATA[luoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Alessandra Farabegoli ha tenuto un ignite sul coworking. L’amministratore delegato di Wafer ha raccontato la realtà italiana: Cowo, un network di luoghi per la condivisione degli spazi di lavoro, nato a Milano circa un anno fa per iniziativa di MonkeyBusiness.
Un’iniziativa che si sviluppa per rispondere all’incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 21 settembre, durante l’<a href="http://www.romagnabusinessclub.com/eventi/serata-ignite-21-settembre-2009/" target="_blank">RBC Night di Ravenna</a>, Alessandra Farabegoli ha tenuto un ignite sul coworking. L’amministratore delegato di Wafer ha raccontato la realtà italiana: Cowo, un network di luoghi per la condivisione degli spazi di lavoro, nato a Milano circa un anno fa per iniziativa di <a href="http://www.monkeybusinessmilano.it/" target="_blank">MonkeyBusiness</a>.</p>
<p>Un’iniziativa che si sviluppa per rispondere all’incontro di due bisogni reali: da una parte le persone che lavorano come free lance necessitano di un luogo di lavoro, dall’altra diverse aziende, lavorando in una modalità più fluida ad organico variabile, necessitano di una rete di conoscenze e competenze esterne.<br />
Una volta illustrati i vantaggi del lavorare come freelance (libertà di orari, libertà di abbigliamento, organizzazione leggera e low cost) e i relativi svantaggi (distrazioni domestiche, il rischio di lasciarsi andare, la solitudine), Alessandra Farabegoli si è soffermata brevemente sui motivi che spingono un’azienda ad aprire i propri luoghi di lavoro ai free lance, come ad esempio avere una ricca rete di collaboratori che suppliscono ai bisogni dell’azienda.<br />
Il luogo per la condivisione del lavoro si configura così come un punto d’incontro tra l’azienda (che lo offre) e i free lance (che ne hanno bisogno). Poche e semplici sono le caratteristiche che lo contraddistinguono: ha pochi vincoli, ha un costo sostenibile, può essere usato solo quando serve, è attrezzato e informale. Inoltre fornisce anche un aspetto più socievole e umano al lavoro del free lance, attraverso il contatto diretto con altre persone durante le ore d’ufficio. Questo sul versante di chi usufruisce di questi spazi.<br />
Dall’altro lato anche l’azienda, che fornisce il servizio, ne trae beneficio: sia in termini di ammortamento dei costi, sia di arricchimento di relazioni – da cui, peraltro, possono nascere interessanti opportunità di business.<br />
Le ultime battute sono riservate alla spiegazione dei contratti che possono essere flessibili e configurabili sulle esigenze di entrambi i contraenti.</p>
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		<title>Da Baltimora a Roma, il vero spirito dell&#8217;Ignite</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/07/da-baltimora-a-roma-il-vero-spirito-dellignite/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 09:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Massaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[baltimora]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
		<category><![CDATA[promo]]></category>

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		<description><![CDATA[Passione, conversazione, condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano un Ignite. Il video che vedete qui sopra, realizzato per un Ignite tenuto a Baltimora, riesce a cogliere, e a trasmettere  a chi lo guarda, l&#8217;atmosfera che si respira durante questi eventi. Presentazioni sul significato della vita, sul rapporto tra bambini e cuccioli, sullo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passione, conversazione, condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano un <a href="http://www.igniteitalia.org/cose-un-ignite/" target="_blank">Ignite</a>. Il video che vedete qui sopra, realizzato per un Ignite tenuto a <a href="http://ignite.oreilly.com/baltimore/" target="_blank">Baltimora</a>, riesce a cogliere, e a trasmettere  a chi lo guarda, l&#8217;atmosfera che si respira durante questi eventi. Presentazioni sul significato della vita, sul rapporto tra bambini e cuccioli, sullo stato di salute degli alberi di Baltimora: non importa il tema, quello che importa è la passione dello speaker e la sua voglia di condividerla con i partecipanti. Secondo Mike Sublesky, l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento di Baltimora, se si prende parte ad un Ignite si ha la possibilità non solo di assistere a delle presentazioni, ma di partecipare a delle conversazioni su temi che vanno dalla tecnologia all&#8217;arte, dalla creatività allo sviluppo di impresa, solo per fare qualche esempio. Le persone intervistate hanno inoltre evidenziato un altro elemento fondamentale: ad un Ignite si impara. I partecipanti vengono a conoscenza di tematiche di cui probabilmente non sapevano nulla in precedenza e di cui possono  inaspettatamente scoprirsi interessati, tanto da trarne ispirazione. D&#8217;altronde la parola inglese “ignite” significa proprio questo: accendere, infiammare. Due verbi che riassumo meglio di mille parole l&#8217;atmosfera di un Ignite.</p>
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		<title>Alessio Jacona: 10 cose da non fare per le aziende che vogliono entrare nel web 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Massaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervento di Alessio Jacona al Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma è stata una vera e propria &#8220;To do NOT&#8221; list per tutte quelle aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0 e vogliono entrarci, ma non sanno come fare. Secondo Jacona le aziende, prima di domandarsi cosa fosse il web 2.0, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento di <a href="http://blogs4biz.libero.it/" target="_blank">Alessio Jacona</a> al <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma</a> è stata una vera e propria &#8220;To do NOT&#8221; list per tutte quelle aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0 e vogliono entrarci, ma non sanno come fare. Secondo Jacona le aziende, prima di domandarsi cosa fosse il web 2.0, hanno attraversato un vero e proprio percorso &#8220;esistenziale&#8221;, fatto di 5 tappe:</p>
<ul>
<li>Il <strong>rifiuto</strong>, ovvero la volontà di ignorare completamente tutto ciò che succedeva in rete e che, volenti o nolenti, li coinvolgeva direttamente</li>
<li>la <strong>rabbia</strong>, per un fenomeno che non potevano controllare direttamente, unita a denunce varie contro chi &#8220;osava&#8221; parlare male del loro brand in rete</li>
<li>la <strong>contrattazione</strong>, spinte dalla certezza di poter comprare il favore di coloro che parlavano male di loro su internet</li>
<li>la <strong>depressione</strong>, scaturita dalla consapevolezza che il mondo della rete non funziona nel modo da loro ipotizzato</li>
<li>e l&#8217;ultimo, l&#8217;<strong>accettazione</strong> del fenomeno, compresa la necessità di imparare un nuovo modo di comunicare</li>
</ul>
<p>Ogni azienda è diversa, quindi è impossibile trovare delle regole certe da seguire per tutti. Ma si possono inviduare, secondo Jacona, dieci cose da non fare mai, ovvero:</p>
<ol>
<li>mai barare e mentire agli utenti, perchè tanto si verrà sempre scoperti</li>
<li>non intendere i media sociali come uno spazio per vendere, ma come uno spazio per conversare</li>
<li>il valore non è dato dalle pageview, ma dalle relazioni che si costruiscono</li>
<li>non credere di poter controllare i messaggi che circolano sull&#8217;azienda in rete</li>
<li>non credere che le attività da svolgere sui media sociali comportino una spesa economica nulla</li>
<li>non aspettarsi mai risultati a breve termine</li>
<li>non nascondersi dietro al brand. Nelle attività sui social media contano le persone, non le marche</li>
<li>non denunciare gli utenti che criticano l&#8217;azienda, bensì prestare loro ascolto</li>
<li>non improvvisare le azioni in rete, realizzare sempre una policy e un piano editoriale di lungo termine</li>
<li>non spammare comunicati stampa, brochure e affini</li>
</ol>
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		<title>Leo Sorge: che fine ha fatto il fondo di venture capital &#8220;HT&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Massaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[fondo HT]]></category>
		<category><![CDATA[High Technology]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
		<category><![CDATA[Sorge]]></category>
		<category><![CDATA[telecom]]></category>
		<category><![CDATA[venture capital]]></category>
		<category><![CDATA[working capital]]></category>

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		<description><![CDATA[È con questa domanda che il giornalista Leo Sorge ha deciso di aprire la sua presentazione al Working Capital Camp Roma. Sorge spiega come il governo italiano sia entrato nel capitale di rischio di diversi venture capitalist con l&#8217;obiettivo di finanziare iniziative tecnologiche, non solo informatiche, che sviluppino innovazione di processo o di prodotto, specificatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È con questa domanda che il giornalista <a href="http://www.futuristico.it/" target="_blank">Leo Sorge</a> ha deciso di aprire la sua presentazione al <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Camp Roma</a>. Sorge spiega come il governo italiano sia entrato nel capitale di rischio di diversi venture capitalist con l&#8217;obiettivo di finanziare iniziative tecnologiche, non solo informatiche, che sviluppino innovazione di processo o di prodotto, specificatamente nell&#8217;area del Mezzogiorno. Questo fondo, presentato lo scorso 29 aprile, è stato chiamato &#8220;High Technology&#8221; ed è costituito da 160 milioni di euro ripartiti in quattro fondi, metà dei quali forniti dal governo. I soldi sono destinati a finanziamenti in early stage o in fase di expansion capital, non a pioggia, come vuole la tradizione italiana, ma erogati solo ad imprese che dimostrano di avere una programmazione di sviluppo valida.</p>
<p>Il progetto HT è di lungo corso, è stato in cantiere per oltre 10 anni, e pone una particolare attenzione agli spin off universitari che tanto successo hanno riscontrato in passato in altre nazioni. Sorge passa poi ad illustrare iquattro venture capitalist coinvolti (<a href="http://www.quanticasgr.it" target="_blank">Quantica</a>, <a href="http://www.vertissgr.it/" target="_blank">Vertis</a>, <a href="http://www.vegagest.it/" target="_blank">Vegagest</a> e <a href="http://www.sanpaolope.com/fondi-chiusi/home.htm" target="_blank">SanPaolo/Imi</a> con Atlante Ventures) e alcuni esempi di successo di fondi simili, come la farmaceutica italiana degli anni Novanta  le esperienze in Francia e in Israele. Importante poi la segnalazione della &#8220;Banca dati del genio italico&#8221; a cura dell&#8217;Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione, banca dati che raccoglierà tutte le informazioni su aziende e centri che possiedono tecnologie in grado di favorire innovazioni di processo o di prodotto. Sorge infine segnala come il progetto di espandere l&#8217;esperienza del fondo HT al resto d&#8217;Italia si sia risolta in un nulla di fatto, dirottando i soldi verso un altro fondo ancora inaccessibile alle regioni del centro-nord.</p>
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		<title>Prove tecniche di Ignite al Working Capital Barcamp di Roma</title>
		<link>http://www.igniteitalia.org/2009/07/prove-tecniche-di-ignite-al-working-capital-barcamp-di-roma/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Massaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[ignite]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[telecom]]></category>
		<category><![CDATA[working capital]]></category>

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		<description><![CDATA[Coniugare l&#8217;innovazione di un progetto come il Working Capital di Telecom Italia con un modo nuovo di presentare idee e proposte di business. Questo è quello che è successo il 22 maggio scorso alla LUISS di Roma, nella seconda tappa del Working Capital Barcamp Tour. ll progetto di Telecom Italia mira a individuare le migliori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coniugare l&#8217;innovazione di un progetto come il <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/" target="_blank">Working Capital di Telecom Italia</a> con un modo nuovo di presentare idee e proposte di business. Questo è quello che è successo il 22 maggio scorso alla LUISS di Roma, nella seconda tappa del <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/roma/" target="_blank">Working Capital Barcamp Tour</a>. ll progetto di Telecom Italia mira a individuare le migliori idee imprenditoriali che fanno del web e dell&#8217;innovazione i loro punti di forza, fornendo un supporto concreto per lo sviluppo del business. Per l&#8217;appuntamento romano, Ignite è stato scelto come format di riferimento per le presentazioni che si sono susseguite durante tutto il pomeriggio.</p>
<p>Il barcamp è stato preceduto dal panel di approfondimento &#8220;Dialogo sull’Innovazione&#8221;, moderato da <a href="http://blogs4biz.libero.it/" target="_blank">Alessio Jacona</a>, a cui hanno partecipato Salvo Mizzi, responsabile Internet Media &amp; Digital Communication di Telecom Italia, Vincenzo Boccia, vice Presidente di Piccola Industria di Confindustria, Nadio Delai, sociologo, e Roberto Cotroneo, scrittore.</p>
<p>A seguire si sono svolte le 13 presentazioni basate sul format Ignite, a cura di:</p>
<ul>
<li> Alessandro Prunesti</li>
<li> Carlo De Sio</li>
<li> Thomas Alisi</li>
<li> Davide Bennato</li>
<li> Aldo Di Nieri</li>
<li> Marco Lombardo</li>
<li> Denis Rasia</li>
<li> Antonio Leonforte</li>
<li> Francesco Giartosio</li>
<li> Leo Sorge</li>
<li> Roberto Galoppini</li>
<li> Simone Brunozzi</li>
<li>Alessio Jacona</li>
</ul>
<p>In basso potete trovare la playlist con tutti gli interventi del panel di discussione e del barcamp.</p>
<p>Il pubblico ha dimostrato un grande interesse per l&#8217;Ignite, trasformando questa prima sperimentazione in un chiaro successo che dimostra come, anche in Italia, ci sia terreno fertile per la diffusione di questo format.</p>
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