Marco Dal Pozzo – Biblioteche sul web e benessere (spirituale e materiale) per la comunità
Pubblicato il 09. lug, 2010 da Nicola Mattina
Marco Dal Pozzo propone una riflessione sul ruolo delle biblioteche, sulla loro evoluzione agevolata dall’uso di tecnologie web e sul benessere che può derivarne per la comunità.
L’assunto di partenza della sua presentazione è che il PIL (Prodotto Interno Lordo) non può essere considerato l’unico misuratore del benessere di una nazione. Bisogna perciò tenere conto anche del cosiddetto Capitale Sociale che è definibile come l’insieme delle risorse che si accumulano nelle relazioni tra persone.
La domanda che Dal Pozzo si pone è: “Può il processo di generazione di senso, oppure il passaggio da informazione a conoscenza, aumentare il Capitale Sociale? E chi è responsabile di tale processo?” Inoltre: una volta individuati i responsabili, in che modo realizzare il processo e soprattutto dove?
Uno dei luoghi adatti potrebbe essere, appunto, la biblioteca. A suo modo di vedere, infatti, la funzione di questi istituti è sia recuperare traduzioni e costruire lo spirito di appartenenza al territorio, sia – in un certo senso – guidare le scelte imprenditoriali delle società presenti sul territorio.
Dopo aver illustrato i prodotti, i servizi specifici e gli obiettivi delle biblioteche (semplice consultazione di libri e strutturazione delle informazioni in conoscenza), Del Pozzo passa ad elencare esempi di alcune interessanti iniziative territoriali, come la Biblioteca di La Spezia, che ha messo a disposizione degli utenti contenuti su supporto digitale, o il progetto “Periodici abruzzesi”, che prevede la distribuzione online di circa 300 titoli di periodici regionali.
Altri validi esperimenti sono stati realizzati nelle biblioteche degli Stati Uniti come la distribuzione di podcast o la costruzione di blog con recensioni di libri da parte degli utenti (user generated content).
Illustrando e facendo riferimento al modello delle media library online, Dal Pozzo ritiene che anche le biblioteche possano giocare un ruolo importante nel risollevare le sorti delle pubblicazioni cartacee.
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