Hai solo 5 minuti e 20 slide che scorrono ogni 15 secondi per dire la tua. Te la senti?

Giorgio Minguzzi: Vintage Social Network (video)

Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Giorgio Minguzzi ha tenuto un ignite sull’importanza dei radioamatori dal titolo “Vintage Social Network”.
Un radioamatore è uno sperimentatore del mezzo radio, sfrutta l’etere per comunicare. Per Minguzzi il sistema CB (Citizens’ Band) era un tempo quello che per noi oggi sono i social network online.
Se inizialmente il radiantismo per molti era un hobby, col tempo è stato elevato e trasformato in una specie di servizio pubblico con funzioni di aiuto per la collettività. Storicamente, infatti, i radioamatori hanno avuto un ruolo molto importante, soprattutto durante le fasi di soccorso successive ad alcune calamità naturali – vedi l’alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Friuli del 1976 o il terremoto dell’Irpinia del 1980.
I radioamatori, comunque, non sono stati utili alla collettività solo in passato. Possono esserlo anche oggi (e in futuro) in quanto, in caso di calamità, in presenza di una crisi di comunicazione, la radio ricetrasmittente si rivela essere uno strumento di comunicazione semplice da usare la cui infrastruttura non ha bisogno di essere collegata necessariamente alla rete elettrica. Inoltre è multibanda e multimodo – non ha un solo canale di comunicazione. Senza contare che la comunità internazionale di radioamatori è un network capace di lavorare su larghissima scala geografica in pochissimo tempo.

Pubblicato il: October 7th, 2009 | Autore: nicola.bruno | Tag: , , , , , , , | 1 commento »

Paola Maneo: lavorare su Marte (video)

Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Paola Maneo – anche nota in rete come La Paolina – ha tenuto un ignite sul tema della ricerca del lavoro online.
La sua presentazione parte dall’assunto che è alquanto difficile trovare lavoro, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando.
Cercare un’occupazione è a sua volta una specie di lavoro – seppur non retribuito – in quanto si configura come un impegno che porta via molto tempo e che costa una certa fatica.
Non solo: molti disoccupati spesso si lamentano di non avere i contatti giusti o accusano gli occupati di essersi procurati un lavoro grazie ad una raccomandazione. Inoltre, a volte, capita che il fatto di trovare semplicemente un’occupazione non porti al soddisfacimento del lavoratore, poichè, allo stesso tempo, diventa necessario scendere a compromessi, soprattutto riguardo il tipo di lavoro e la retribuzione.
Paola Maneo suggerisce di volgere i propri sforzi verso Internet. Afferma con sicurezza che “Internet is the way”, in quanto la rete è lo strumento più veloce per trovare informazioni e, in questo caso, per fornire una soluzione più facile alla ricerca del lavoro.
La parte finale del suo speech è infatti dedicata alla segnalazione di siti, social network e strategie da adottare in rete finalizzate ad ottenere una ricerca più fruttuosa. La Maneo suggerisce inoltre di partecipare ad eventi ‘live’, momenti cioè che possano dare la possibilità al disoccupato di entrare in contatto con persone e professionalità che possono essere d’aiuto nella ricerca di un lavoro.

Su SlideShare potete trovare anche le slide della presentazione.

Pubblicato il: September 29th, 2009 | Autore: nicola.bruno | Tag: , , , , , | 3 commenti »

Luca Sartoni: parlare in pubblico (video)

Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Luca Sartoni ha tenuto un ignite sul tema del “public speaking”.
Il suo intervento parte dall’importanza del parlare in pubblico, attività presente in qualsiasi epoca della storia dell’uomo. Uno dei primi consigli che ci dà è quello di non farsi prendere dal panico, di non vivere la fobia delle sale immense o dei pubblici composti da poche persone. Bisogna avere la consapevolezza che il panico non è qualcosa di impossibile da superare.
In seguito, citando Seth Godin, invita a considerare il parlare ad una platea come un privilegio; questo perché, in fondo, attraverso una presentazione si ha la possibilità di riuscire a far cambiare idea alle persone presenti nell’uditorio – anche fosse una sola. Se non si riuscisse a raggiungere neanche questo obiettivo, l’intervento sarebbe da considerarsi completamente inutile.
Bisogna prendere coraggio: le persone hanno bisogno di qualcosa in cui credere, nonostante, a volte, chi si approccia ad ascoltare una presentazione abbia una sorta di preconcetto verso gli argomenti trattati.
Tutte le presentazioni sono costituite da due elementi fondamentali: forma (il modo in cui le si presenta) e sostanza (l’idea, ciò che si vuole raccontare). Inoltre, per funzionare le idee devono necessariamente essere semplici e lineari. Un terzo elemento, anch’esso importante, sono gli strumenti, poiché permettono di portare l’idea alla gente.
Al termine del suo intervento Sartoni suggerisce alcuni trucchi, dei consigli pratici su come realizzare presentazioni interessanti, efficaci e non noiose.

Pubblicato il: September 25th, 2009 | Autore: nicola.bruno | Tag: , , , , , , , | Nessun commento »

Alessandra Farabegoli di Wafer (video)

Lo scorso 21 settembre, durante l’RBC Night di Ravenna, Alessandra Farabegoli ha tenuto un ignite sul coworking. L’amministratore delegato di Wafer ha raccontato la realtà italiana: Cowo, un network di luoghi per la condivisione degli spazi di lavoro, nato a Milano circa un anno fa per iniziativa di MonkeyBusiness.
Un’iniziativa che si sviluppa per rispondere all’incontro di due bisogni reali: da una parte le persone che lavorano come free lance necessitano di un luogo di lavoro, dall’altra diverse aziende, lavorando in una modalità più fluida ad organico variabile, necessitano di una rete di conoscenze e competenze esterne.
Una volta illustrati i vantaggi del lavorare come freelance (libertà di orari, libertà di abbigliamento, organizzazione leggera e low cost) e i relativi svantaggi (distrazioni domestiche, il rischio di lasciarsi andare, la solitudine), Alessandra Farabegoli si è soffermata brevemente sui motivi che spingono un’azienda ad aprire i propri luoghi di lavoro ai free lance, come ad esempio avere una ricca rete di collaboratori che suppliscono ai bisogni dell’azienda.
Il luogo per la condivisione del lavoro si configura così come un punto d’incontro tra l’azienda (che lo offre) e i free lance (che ne hanno bisogno). Poche e semplici sono le caratteristiche che lo contraddistinguono: ha pochi vincoli, ha un costo sostenibile, può essere usato solo quando serve, è attrezzato e informale. Inoltre fornisce anche un aspetto più socievole e umano al lavoro del free lance, attraverso il contatto diretto con altre persone durante le ore d’ufficio. Questo sul versante di chi usufruisce di questi spazi.
Dall’altro lato anche l’azienda, che fornisce il servizio, ne trae beneficio: sia in termini di ammortamento dei costi, sia di arricchimento di relazioni – da cui, peraltro, possono nascere interessanti opportunità di business.
Le ultime battute sono riservate alla spiegazione dei contratti che possono essere flessibili e configurabili sulle esigenze di entrambi i contraenti.

Pubblicato il: September 24th, 2009 | Autore: nicola.bruno | Tag: , , , , , | 1 commento »

Da Baltimora a Roma, il vero spirito dell’Ignite

Passione, conversazione, condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano un Ignite. Il video che vedete qui sopra, realizzato per un Ignite tenuto a Baltimora, riesce a cogliere, e a trasmettere a chi lo guarda, l’atmosfera che si respira durante questi eventi. Presentazioni sul significato della vita, sul rapporto tra bambini e cuccioli, sullo stato di salute degli alberi di Baltimora: non importa il tema, quello che importa è la passione dello speaker e la sua voglia di condividerla con i partecipanti. Secondo Mike Sublesky, l’organizzatore dell’evento di Baltimora, se si prende parte ad un Ignite si ha la possibilità non solo di assistere a delle presentazioni, ma di partecipare a delle conversazioni su temi che vanno dalla tecnologia all’arte, dalla creatività allo sviluppo di impresa, solo per fare qualche esempio. Le persone intervistate hanno inoltre evidenziato un altro elemento fondamentale: ad un Ignite si impara. I partecipanti vengono a conoscenza di tematiche di cui probabilmente non sapevano nulla in precedenza e di cui possono inaspettatamente scoprirsi interessati, tanto da trarne ispirazione. D’altronde la parola inglese “ignite” significa proprio questo: accendere, infiammare. Due verbi che riassumo meglio di mille parole l’atmosfera di un Ignite.

Pubblicato il: July 28th, 2009 | Autore: Giorgio Massaro | Tag: , , | Nessun commento »

Alessio Jacona: 10 cose da non fare per le aziende che vogliono entrare nel web 2.0

L’intervento di Alessio Jacona al Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma è stata una vera e propria “To do NOT” list per tutte quelle aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0 e vogliono entrarci, ma non sanno come fare. Secondo Jacona le aziende, prima di domandarsi cosa fosse il web 2.0, hanno attraversato un vero e proprio percorso “esistenziale”, fatto di 5 tappe:

  • Il rifiuto, ovvero la volontà di ignorare completamente tutto ciò che succedeva in rete e che, volenti o nolenti, li coinvolgeva direttamente
  • la rabbia, per un fenomeno che non potevano controllare direttamente, unita a denunce varie contro chi “osava” parlare male del loro brand in rete
  • la contrattazione, spinte dalla certezza di poter comprare il favore di coloro che parlavano male di loro su internet
  • la depressione, scaturita dalla consapevolezza che il mondo della rete non funziona nel modo da loro ipotizzato
  • e l’ultimo, l’accettazione del fenomeno, compresa la necessità di imparare un nuovo modo di comunicare

Ogni azienda è diversa, quindi è impossibile trovare delle regole certe da seguire per tutti. Ma si possono inviduare, secondo Jacona, dieci cose da non fare mai, ovvero:

  1. mai barare e mentire agli utenti, perchè tanto si verrà sempre scoperti
  2. non intendere i media sociali come uno spazio per vendere, ma come uno spazio per conversare
  3. il valore non è dato dalle pageview, ma dalle relazioni che si costruiscono
  4. non credere di poter controllare i messaggi che circolano sull’azienda in rete
  5. non credere che le attività da svolgere sui media sociali comportino una spesa economica nulla
  6. non aspettarsi mai risultati a breve termine
  7. non nascondersi dietro al brand. Nelle attività sui social media contano le persone, non le marche
  8. non denunciare gli utenti che criticano l’azienda, bensì prestare loro ascolto
  9. non improvvisare le azioni in rete, realizzare sempre una policy e un piano editoriale di lungo termine
  10. non spammare comunicati stampa, brochure e affini
Pubblicato il: July 15th, 2009 | Autore: Giorgio Massaro | Tag: , , , , , | 4 commenti »

Leo Sorge: che fine ha fatto il fondo di venture capital “HT”?

È con questa domanda che il giornalista Leo Sorge ha deciso di aprire la sua presentazione al Working Capital Camp Roma. Sorge spiega come il governo italiano sia entrato nel capitale di rischio di diversi venture capitalist con l’obiettivo di finanziare iniziative tecnologiche, non solo informatiche, che sviluppino innovazione di processo o di prodotto, specificatamente nell’area del Mezzogiorno. Questo fondo, presentato lo scorso 29 aprile, è stato chiamato “High Technology” ed è costituito da 160 milioni di euro ripartiti in quattro fondi, metà dei quali forniti dal governo. I soldi sono destinati a finanziamenti in early stage o in fase di expansion capital, non a pioggia, come vuole la tradizione italiana, ma erogati solo ad imprese che dimostrano di avere una programmazione di sviluppo valida.

Il progetto HT è di lungo corso, è stato in cantiere per oltre 10 anni, e pone una particolare attenzione agli spin off universitari che tanto successo hanno riscontrato in passato in altre nazioni. Sorge passa poi ad illustrare iquattro venture capitalist coinvolti (Quantica, Vertis, Vegagest e SanPaolo/Imi con Atlante Ventures) e alcuni esempi di successo di fondi simili, come la farmaceutica italiana degli anni Novanta  le esperienze in Francia e in Israele. Importante poi la segnalazione della “Banca dati del genio italico” a cura dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, banca dati che raccoglierà tutte le informazioni su aziende e centri che possiedono tecnologie in grado di favorire innovazioni di processo o di prodotto. Sorge infine segnala come il progetto di espandere l’esperienza del fondo HT al resto d’Italia si sia risolta in un nulla di fatto, dirottando i soldi verso un altro fondo ancora inaccessibile alle regioni del centro-nord.

Pubblicato il: July 15th, 2009 | Autore: Giorgio Massaro | Tag: , , , , , , , | Nessun commento »

Prove tecniche di Ignite al Working Capital Barcamp di Roma

Coniugare l’innovazione di un progetto come il Working Capital di Telecom Italia con un modo nuovo di presentare idee e proposte di business. Questo è quello che è successo il 22 maggio scorso alla LUISS di Roma, nella seconda tappa del Working Capital Barcamp Tour. ll progetto di Telecom Italia mira a individuare le migliori idee imprenditoriali che fanno del web e dell’innovazione i loro punti di forza, fornendo un supporto concreto per lo sviluppo del business. Per l’appuntamento romano, Ignite è stato scelto come format di riferimento per le presentazioni che si sono susseguite durante tutto il pomeriggio.

Il barcamp è stato preceduto dal panel di approfondimento “Dialogo sull’Innovazione”, moderato da Alessio Jacona, a cui hanno partecipato Salvo Mizzi, responsabile Internet Media & Digital Communication di Telecom Italia, Vincenzo Boccia, vice Presidente di Piccola Industria di Confindustria, Nadio Delai, sociologo, e Roberto Cotroneo, scrittore.

A seguire si sono svolte le 13 presentazioni basate sul format Ignite, a cura di:

  • Alessandro Prunesti
  • Carlo De Sio
  • Thomas Alisi
  • Davide Bennato
  • Aldo Di Nieri
  • Marco Lombardo
  • Denis Rasia
  • Antonio Leonforte
  • Francesco Giartosio
  • Leo Sorge
  • Roberto Galoppini
  • Simone Brunozzi
  • Alessio Jacona

In basso potete trovare la playlist con tutti gli interventi del panel di discussione e del barcamp.

Il pubblico ha dimostrato un grande interesse per l’Ignite, trasformando questa prima sperimentazione in un chiaro successo che dimostra come, anche in Italia, ci sia terreno fertile per la diffusione di questo format.

Pubblicato il: July 15th, 2009 | Autore: Giorgio Massaro | Tag: , , , , | Nessun commento »